
Con l'avvicinarsi delle festività del Natale e del Capodanno, il Salento si trasforma in un palcoscenico di luci, arte ed antiche usanze, attirando visitatori da ogni parte d'Italia e del mondo.
Chi sceglie di intraprendere questo viaggio invernale, si trova immerso in un'atmosfera calda e vibrante, dove la pietra leccese, l'accoglienza della gente salentina ed il mare fanno da sfondo a racconti senza tempo.
Il viaggio ideale non può che partire da Lecce, la Patria del barocco leccese. Passeggiando lungo le vie del centro, le chiese, come la Basilica di Santa Croce, i palazzi ed i dettagli minuziosi dei loro decori sembrano risplendere di nuova energia sotto le calde luci natalizie. Il cuore pulsante delle festività si concentra in Piazza Sant'Oronzo, dove gli artigiani e produttori locali nelle tradizionali casette in legno dei mercatini di Natale accolgono i tanti visitatori.
Proprio qui è possibile perdersi tra i profumi dell'enogastronomia tipica e ammirare le creazioni in terracotta e le celebri statuine in cartapesta, frutto di una sapienza secolare che i maestri cartapestai si tramandano di generazione in generazione.
Da qui, il nostro cammino prosegue verso il fitto labirinto delle stradine del borgo antico, dove ogni angolo regala scorci romantici ed un invito a gustare un «Pasticciotto» caldo, il dolce nato a Galatina tipico di Lecce e del Salento, magari in uno dei tanti locali a pochi passi dalla monumentale Piazza Duomo, sede dei più bei monumenti del '600 salentino.
Spostandosi verso l'entroterra, il borgo di Scorrano diventa una meta d'obbligo grazie alla straordinaria unione tra la magnificenza delle sue storiche luminarie e una nuova spiritualità tradotta in forme monumentali.
In questo periodo, il suggestivo Chiostro dell'ex Convento degli Agostiniani, un complesso cinquecentesco di rara bellezza, si trasforma nel teatro del celebre Presepe di Sabbia.
Si tratta di un evento che, ormai da diversi anni, il centro salentino organizza invitando scultori di fama internazionale che si riuniscono per modellare a mano gli oltre mille quintali di sabbia portata qui dalla vicina Basilicata, dando vita a scene della Natività ricche di dettagli architettonici e simbolici legati alla storia e ai paesaggi pugliesi.
Questa imponente manifestazione artistica, ormai annoverata tra i pochissimi presepi di sabbia monumentali d'Italia insieme a quelli di Jesolo e della Città del Vaticano, si inserisce armonicamente in un percorso fatto di gallerie di luci natalizie e mercatini che avvolgono Scorrano in un abbraccio di gioia e meraviglia.
Non può mancare, venendo nel Salento, una visita alla sua splendida costa jonica, raggiungendone la città considerata la sua Perla indiscussa: Gallipoli.
La città vecchia, arroccata sulla sua antica isola calcarea e collegata alla terraferma da un ponte seicentesco un tempo fatto di 13 arcate che terminavano nell'ultima del Ponte Levatoio, regala d'inverno un fascino intimo e suggestivo.
Non ci sono più i villeggianti chiassosi che l'hanno animata durante l'estate ma le stradine ora silenziose profumano di mare e di dolci tradizionali appena sfornati, mentre la famosa Spiaggia della Purità offre tramonti invernali dalle sfumature rosate di rara poesia.
Durante il mese di dicembre, la città si accende con una serie di appuntamenti culturali e musicali, mentre le storiche chiese del centro antico aprono le porte ai visitatori per mostrare i loro Presepi, spesso fatto di Natività artigianali gelosamente custodite. Tra esse il "presepe perenne" una realizzazione visitabile ogni giorno dell'anno ma che a Natale assume un sapore diverso, rinnovando questa antica tradizione.
L'attesa del Capodanno a Gallipoli è legata, poi, a una delle tradizioni più folkloristiche del Salento, ovvero la Notte dei Pupi. A partire dai giorni successivi a Natale, Corso Roma e il centro antico ospitano enormi sculture in cartapesta realizzate con legno, colla e carta da gruppi di giovani artigiani locali. Questi fantocci allegorici, che rappresentano l'anno vecchio, vengono posizionati nelle piazze per essere ammirati dai passanti prima del fatidico rito di San Silvestro.
Allo scoccare della mezzanotte di quel fatidico giorno, infatti, i Pupi vengono bruciati in un grande rogo liberatorio accompagnato da fuochi d'artificio e musica, un gesto collettivo ricco di significato profondo, pensato per distruggere il passato e dare un benvenuto di buon auspicio al nuovo anno.
Ma il nostro «viaggio d'inverno» non può fermarsi a solo tre località: tutto il Salento meriterebbe di essere conosciuto e visitato.
Pertanto, non può mancare almeno uno sguardo sulla costa est, con la sua storica Capitale: Otranto, la Porta d'Oriente d'Italia. Qui la terra d'Italia finisce e il mare si apre infinito verso i Balcani. Otranto, con il suo castello imponente, il misterioso mosaico della cattedrale e il piccolo borgo fortificato a picco sull'acqua, proprio dove i messapi avevano la loro acropoli, vive nei giorni del solstizio d'inverno una delle sue stagioni più intime e cariche di significato, diventando un faro culturale sospeso tra due mondi, tra l'Oriente e l'Occidente.
È qui che prende vita l'Alba dei Popoli, una manifestazione radicata nello spirito della città, pensata per celebrare la pace, il dialogo e quella mescolanza di culture che ha arricchito la nostra Terra, partendo proprio dalla sua posizione geografica.
Otranto, infatti, è la prima città della penisola ad essere baciata dal sole del nuovo anno: qui la notte di San Silvestro si trasforma in una veglia collettiva e festosa, dove la musica diventa lo strumento per abbattere ogni confine. Con il festival che abita le sale del Castello Aragonese attraverso mostre e installazioni contemporanee, l'attesa del nuovo anno si accende in una mescolanza di generi musicali differenti.
La notte del trentuno dicembre trova il suo cuore pulsante in Largo Porta Terra, uno spazio che si apre alla comunità per celebrare le radici salentine. La festa comincia al ritmo trascinante e ironico dei dj set che fondono sonorità vintage ed elettronica, preparando la piazza all'arrivo travolgente della musica tradizionale, portata dai tanti gruppi che operano nel Salento. Sul palco, il tamburello e i canti ancestrali della pizzica si trasformano in un rito liberatorio che unisce il pubblico in una danza senza tempo. Ma è dopo il brindisi della mezzanotte che il legame tra la tradizione locale e lo scenario internazionale si fa ancora più evidente per guidare la piazza in un viaggio sonoro ed energico che prosegue fino a notte fonda.
Mentre le ultime note sfumano e la notte lascia spazio ai primi chiarori del mattino, la folla si sposta lentamente verso la spiaggia. Qui, mentre l'orizzonte ad est comincia a tingersi di rosa e d'oro, si consuma il momento più atteso e poetico dell'intera rassegna: il saluto alla prima alba d'Italia.
Proprio qui, accompagnati dal profumo del caffè caldo e dal respiro del mare d'inverno, i tanti visitatori si lasciano avvolgere dal lento rumore delle onde del mare. E, l'arrivo del nuovo anno, assume proporzioni cosmiche che solo qui si possono assaporare.
In questa veloce rassegna natalizia, non poteva mancare Galatina.
Considerata uno dei centri più belli del famoso «Barocco Leccese» ma anche uno dei più gustosi per via del famoso «Pasticciotto» questa bella cittadina non può mancare nel novero delle mete obbllicate delle festività della fine del 2026.
Situata proprio al centro della nostra provincia, è un luogo certo di passaggio: e, questo, lo sapevano benissimo i pellegrini che si recavano a Leuca nei secoli passati ripercorrendo, al contrario, il cammino di San Pietro che, nel primo secolo, giunse sugli italici lidi sbarcando proprio nel Tacco d'Italia.
San Pietro in Galatina, così si chiamò per secoli questa attraente cittadina, fu terra latina in un mondo greco: a metà del '600 il nuovo arcivescovo spagnolo di Otranto, Gabriel Adarzo de Santander, si trasferì qui con l'intera curia, trasformando la città in un centro importante di barocco, cultura e religione. Fu lui stesso a scoprire la famosa pietra dove, preso dalla stanchezza, si sedette a riposare il Primo degli Apostoli.
Eppoi, una volta a Galatina, sarebbe una vera ingiustizia privarsi di una visita alla trecentesca Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, arricchita da affreschi del XV secolo che la rendono una delle chiese più affrescate d'Italia...
Il Natale è un evento per tutti e non solo nelle città più conosciute ai visitatori.
In questo periodo luci, colori ed allegria riempiono le piazze di tutti i centri, grandi e piccoli, del Salento.
A Casarano, ad esempio, le due piazze principali della cittadina attraggono la gente con diversi eventi: negli ultimi anni luci e proiezioni natalizie sui palazzi hanno profondamente modificato il modo di vedere la città, raro esempio di «città doppia« di Puglia (lo sapevate che esisteva una «Casarano Grande» ed una «Casarano Piccola»?).
Altre cittadine, nel periodo delle feste della fine dell'anno, trasformano il centro in un luogo incantato: Ruffano è assolutamente da visitare con le stradine e le piazze trasformate da luci ed addobbi...
Insomma, se venite nel Salento, avete solo l'imbarazzo della scelta!
Presepe di Sabbia di Scorrano
Uno dei vicoli di Ruffano
Piazza S. Oronzo a Lecce
Lecce: anfiteatro e proiezioni
Lecce: Piazza Duomo a Natale
Lecce: luminarie sul corso
Scorrano: le luminarie
Scorrano: uno dei suoi vicoli