visite guidate in dialetto

L'amore per le proprie origini

Visite guidate in dialetto

CASARANO - Domanda: come immergersi al cento per cento nella cultura di un territorio? Risposta: Con una visita guidata. Ma non una visita guidata qualunque: una visita in dialetto locale.

Sono la domanda e la risposta che qualche mese fa sono frullate in testa ai membri dell'associazione Pro loco Salento, con sede a Casarano. Presidente é Giuseppe Botrugno. L'associazione - dieci membri, tutti con la qualifica di guida turistica, e 500 simpatizzanti, che partecipano alle iniziative e collaborano, da tutta Italia, alla loro buona riuscita - si occupa di promuovere il Salento attraverso visite, convegni, manifestazioni di vario tipo. E, per festeggiare i dieci anni di vita ? é nata, infatti, nel 2004 - da qualche settimana s'é inventata la novità delle visite guidate in vernacolo.

Cioé: non una semplice parola o una singola espressione dialettale buttata, per dare colore, all'interno di un intero discorso in lingua italiana; tutta la visita nel suo complesso é in dialetto. Con il risultato che ai turisti piace di più perchè riescono a calarsi appieno nello spirito dei posti. E riscoprono la bellezza, autentica, dei luoghi che visitano. Che, poi, in questo caso, sono il Salento intero. Da Santa Maria di Leuca a Lecce, da Gallipoli ad Otranto. E Comuni dell'entroterra inclusi.

Beatrice Arcano, componente l'associazione, ci spiega che quella delle visite guidate in dialetto é anche un modo per riscoprire le proprie radici. "I giovani stanno cambiando il loro modo di esprimersi perchè i social network stanno appiattendo il linguaggio, cancellando, man mano le differenze, preziose, tra le culture. Sono invece ricchezze da tutelare e da far emergere il più possibile, perchè fanno parte di noi".

Come é nata l'idea delle visite guidate in vernacolo?
"Siamo abituati a richieste particolari da parte dei nostri clienti, i turisti che non chiedono altro che immergersi nella nostra cultura e conoscere i nostri territori a fondo. Spesso ci chiedono di ?tradurre' in dialetto alcune espressioni, oppure di sapere aneddoti e particolarità che contraddistinguono un territorio rispetto ad un altro. Così abbiamo deciso di fare un ulteriore passo in avanti: l'intera visita guidata in dialetto".

Visite guidate in dialetto

Il risultato?
"Sorprendente. L'abbiamo sperimentato in occasione del Carnevale, a Gallipoli. Alcuni turisti ci hanno dato il ?la' e noi ci siamo lanciati. Con grande soddisfazione loro e nostra".

I turisti riescono a comprendere tutto ciò che dite?
"Abbiamo fatto le prime prove con turisti baresi, che sono riusciti a comprendere tutto ciò che dicevamo. Ma, in genere, non abbiamo problemi neppure con i turisti che vengono da altre Regioni. Spesso gli stranieri, anzi, trovano delle somiglianze tra i termini in dialetto salentino ed alcuni termini delle loro lingue. Del resto, dalla nostra terra sono passati tantissimi popoli e noi ne abbiamo assorbito le tradizioni, facendole nostre".

Il Salento é terra di mille dialetti. Quindi anche il vernacolo utilizzato varia a seconda del Comune nel quale si svolge la visita?
"Naturalmente sì. Il dialetto é differente da Comune a Comune ed é da considerare una lingua a tutti gli effetti, al pari dell'italiano, dell'inglese e delle altre lingue straniere. Una lingua che varia da paese a paese, nonostante la poca distanza che li separa, nella terminologia, nell'uso degli accenti e nella sonorità. Ad esempio a Casarano si dice ?patata', ad Alliste ?patana'; a Casarano si dice ?pipirussu', ad Alliste ?paparussu'. Eppure i due Comuni distano solo pochi chilometri. A Gallipoli i termini sono ancora differenti. Particolarmente nutrita é, inoltre, la tradizione letteraria salentina, molte sono le opere in vernacolo, poesie, sonetti, commedie che spesso vengono ignorate, a volte, purtroppo, per pura vergogna. Le nostre guide raccontano anche aneddoti, fatti e storie nella lingua locale. Quando si organizza una visita guidata, più la guida ha legami col territorio, più il turista viene attirato ed é soddisfatto. Conoscere il dialetto é riscoprire la nostra storia affettiva. Comunicarla ai turisti, é renderla eterna".

Articolo pubblicato sul Il Tacco d'Italia il 30/04/2014